Stranieri ovunque, 2024

Rimorchio telonato con decalcomania gialla e macchina del fumo
180 × 115 × 300 cm
Il progetto
L'installazione unisce simbolismo politico e fenomenologia sensoriale, creando un dialogo tra memoria storica e percezione contemporanea. Stranieri ovunque è il titolo di questa opera, che si ispira ironicamente al tema della Biennale di Venezia (arti visive) 2024, esplorando la condizione di estraneità e spaesamento in un contesto storico e sociale specifico. L'opera si configura come una rappresentazione visiva e concettuale. Le fiancate laterali di un carrello a rimorchio telonato, rosso, sono caratterizzate dalla presenza del simbolo della falce e martello giallo in campo rosso. Questo emblema, carico di storia e ideologia, si erge come un monumento mobile che attraversa spazi pubblici e privati, evocando il passaggio delle idee e delle lotte che hanno segnato il Novecento.
L.B.
Struttura e Materialità
Il contrasto tra la solidità del simbolo e l'evanescenza del fumo è l’elemento fondante: la falce e martello, rappresentazione iconica delle aspirazioni e delle tragedie dei movimenti comunisti, si staglia su un campo rosso, della passione rivoluzionaria ma il fumo che lentamente fuoriesce insinuandosi dalle fessure del telone destabilizza questa fermezza evocando transitorietà e di disgregazione.
Simbolismo e Significato
Stranieri ovunque interroga lo spettatore su più livelli. Da un lato, la falce e martello, simbolo delle lotte operaie e contadine, la promessa di un futuro equo e l'utopia di una società senza classi. Dall'altro, il fumo che si diffonde lentamente rappresenta l'ambiguità e l'inevitabile declino di tali ideali, soffocati dalle contraddizioni interne e dalle realizzazioni storiche che hanno spesso tradito le aspirazioni originarie.
Il contesto
Collocata a Castelponzone, unica frazione del comune italiano di Scandolara Ravara, nella campagna cremonese, un antico borgo, dove in passato si produceva cordame di canapa, l'installazione suggerisce ulteriori letture. Questo luogo, simbolo di un'industria scomparsa e di una comunità dissolta, rappresenta la marginalizzazione e l'estraneità. Il rimorchio itinerante diventa un richiamo alla storia locale e alla memoria collettiva, portando con sé la reminiscenza di una produzione artigianale ormai dimenticata e di una società in trasformazione.
Nell'epoca contemporanea, caratterizzata da una continua revisione storica e da un rinnovato interesse per i simboli del passato, Stranieri ovunque si pone come un atto di memoria critica. Non si tratta di un'agiografia né di una semplice condanna, ma di un invito a riflettere sulle complessità del XX secolo. L'opera ci costringe a confrontarci con la storia, a non dimenticare le speranze e i fallimenti, a riconoscere che il passato è un campo di tensioni irrisolte che ancora informano il nostro presente.
Origini, adozione, significato, evoluzione e controversie del simbolo. La sua complessa eredità storica, delle diverse interpretazioni che suscita e delle implicazioni etiche e pratiche del suo uso.
Il simbolo della falce e martello è stato adottato per la prima volta durante la Rivoluzione Russa del 1917, quando i bolscevichi, guidati da Vladimir Lenin, rovesciarono il governo provvisorio e presero il controllo del paese. La falce rappresenta i contadini, mentre il martello rappresenta gli operai industriali. Il simbolo unisce così le due principali classi lavoratrici, enfatizzando l'alleanza tra agricoltori e operai nella lotta contro il capitalismo e l'aristocrazia. Dopo la Rivoluzione, il simbolo della falce e martello è stato adottato ufficialmente dall'Unione Sovietica e inserito nella sua bandiera nazionale, insieme alla stella rossa a cinque punte, che simboleggia il controllo del Partito Comunista e la guida rivoluzionaria. La falce e martello è diventata un emblema internazionale del movimento comunista e socialista, adottata da vari partiti comunisti in tutto il mondo e da organizzazioni e movimenti che si ispirano agli ideali marxisti-leninisti. Il simbolo è spesso associato alla lotta rivoluzionaria per i diritti dei lavoratori, l'abolizione delle disuguaglianze di classe e la costruzione di una società socialista. Con la dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991, l'uso del simbolo è diminuito in molti paesi dell'ex blocco sovietico, ma rimane ancora in uso in varie forme da partiti e movimenti comunisti. Oggi, il simbolo della falce e martello è visto in modo diverso a seconda dei contesti: per alcuni è un simbolo di speranza e giustizia sociale, per altri è associato alla repressione politica e alle dittature comuniste. La falce e martello è associata a regimi totalitari che hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani, repressioni politiche, carestie e altre tragedie. Per molti, è un simbolo di oppressione e sofferenza. In molti paesi, il simbolo è ancora politicamente carico e può essere divisivo, evocando sentimenti di odio e conflitto.

Stranieri ovunque, 2024

Rimorchio telonato con decalcomania gialla e macchina del fumo
180 × 115 × 300 cm
Il progetto
L'installazione unisce simbolismo politico e fenomenologia sensoriale, creando un dialogo tra memoria storica e percezione contemporanea. Stranieri ovunque è il titolo di questa opera, che si ispira ironicamente al tema della Biennale di Venezia (arti visive) 2024, esplorando la condizione di estraneità e spaesamento in un contesto storico e sociale specifico. L'opera si configura come una rappresentazione visiva e concettuale. Le fiancate laterali di un carrello a rimorchio telonato, rosso, sono caratterizzate dalla presenza del simbolo della falce e martello giallo in campo rosso. Questo emblema, carico di storia e ideologia, si erge come un monumento mobile che attraversa spazi pubblici e privati, evocando il passaggio delle idee e delle lotte che hanno segnato il Novecento.
L.B.
Struttura e Materialità
Il contrasto tra la solidità del simbolo e l'evanescenza del fumo è l’elemento fondante: la falce e martello, rappresentazione iconica delle aspirazioni e delle tragedie dei movimenti comunisti, si staglia su un campo rosso, della passione rivoluzionaria ma il fumo che lentamente fuoriesce insinuandosi dalle fessure del telone destabilizza questa fermezza evocando transitorietà e di disgregazione.
Simbolismo e Significato
Stranieri ovunque interroga lo spettatore su più livelli. Da un lato, la falce e martello, simbolo delle lotte operaie e contadine, la promessa di un futuro equo e l'utopia di una società senza classi. Dall'altro, il fumo che si diffonde lentamente rappresenta l'ambiguità e l'inevitabile declino di tali ideali, soffocati dalle contraddizioni interne e dalle realizzazioni storiche che hanno spesso tradito le aspirazioni originarie.
Il contesto
Collocata a Castelponzone, unica frazione del comune italiano di Scandolara Ravara, nella campagna cremonese, un antico borgo, dove in passato si produceva cordame di canapa, l'installazione suggerisce ulteriori letture. Questo luogo, simbolo di un'industria scomparsa e di una comunità dissolta, rappresenta la marginalizzazione e l'estraneità. Il rimorchio itinerante diventa un richiamo alla storia locale e alla memoria collettiva, portando con sé la reminiscenza di una produzione artigianale ormai dimenticata e di una società in trasformazione.
Nell'epoca contemporanea, caratterizzata da una continua revisione storica e da un rinnovato interesse per i simboli del passato, Stranieri ovunque si pone come un atto di memoria critica. Non si tratta di un'agiografia né di una semplice condanna, ma di un invito a riflettere sulle complessità del XX secolo. L'opera ci costringe a confrontarci con la storia, a non dimenticare le speranze e i fallimenti, a riconoscere che il passato è un campo di tensioni irrisolte che ancora informano il nostro presente.
Origini, adozione, significato, evoluzione e controversie del simbolo. La sua complessa eredità storica, delle diverse interpretazioni che suscita e delle implicazioni etiche e pratiche del suo uso.
Il simbolo della falce e martello è stato adottato per la prima volta durante la Rivoluzione Russa del 1917, quando i bolscevichi, guidati da Vladimir Lenin, rovesciarono il governo provvisorio e presero il controllo del paese. La falce rappresenta i contadini, mentre il martello rappresenta gli operai industriali. Il simbolo unisce così le due principali classi lavoratrici, enfatizzando l'alleanza tra agricoltori e operai nella lotta contro il capitalismo e l'aristocrazia. Dopo la Rivoluzione, il simbolo della falce e martello è stato adottato ufficialmente dall'Unione Sovietica e inserito nella sua bandiera nazionale, insieme alla stella rossa a cinque punte, che simboleggia il controllo del Partito Comunista e la guida rivoluzionaria. La falce e martello è diventata un emblema internazionale del movimento comunista e socialista, adottata da vari partiti comunisti in tutto il mondo e da organizzazioni e movimenti che si ispirano agli ideali marxisti-leninisti. Il simbolo è spesso associato alla lotta rivoluzionaria per i diritti dei lavoratori, l'abolizione delle disuguaglianze di classe e la costruzione di una società socialista. Con la dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991, l'uso del simbolo è diminuito in molti paesi dell'ex blocco sovietico, ma rimane ancora in uso in varie forme da partiti e movimenti comunisti. Oggi, il simbolo della falce e martello è visto in modo diverso a seconda dei contesti: per alcuni è un simbolo di speranza e giustizia sociale, per altri è associato alla repressione politica e alle dittature comuniste. La falce e martello è associata a regimi totalitari che hanno commesso gravi violazioni dei diritti umani, repressioni politiche, carestie e altre tragedie. Per molti, è un simbolo di oppressione e sofferenza. In molti paesi, il simbolo è ancora politicamente carico e può essere divisivo, evocando sentimenti di odio e conflitto.